Panoramica: Sessione ‘Festival’ Estate 2024

Mahler & LeWitt Studios, Spoleto

 

Piazza Duomo durante lo spettacolare concerto finale del Festival dei Due Mondi di Spoleto.
Guy Robertson (Direttore, Mahler & LeWitt Studios) con Saverio Verini (Direttore, Musei Civici di Spoleto), Andrea Sisti (Sindaco di Spoleto), Monique Veaute (Direttore artistico, Spoleto Festival), Danilo Chiodetti (Assessore alla Cultura).

 

La sessione estiva del “Festival” del 2024 ha visto la realizzazione di numerosi progetti sviluppati dai nostri residenti. In collaborazione con la Yale School of Art e la Yale University Art Gallery, abbiamo anche ospitato Christopher Paul Jordan in una residenza studio:

 

Christopher Paul Jordan nel Sol LeWitt studio.

Christopher Paul Jordan (nato nel 1990 a Tacoma, Stati Uniti) è un pittore e artista pubblico. Adattando tecniche tradizionalmente utilizzate nella conservazione e nel furto di opere d’arte – simulando condizioni di rimozione, sostituzione e riparazione – il suo lavoro indaga la mutevolezza della memoria e i modi in cui cambiamo a causa delle nostre perdite. Jordan, che ha una formazione nel muralismo, utilizza nella sua pittura tecniche vicine allo “strappo”, un metodo che utilizza dei tessuti per staccare gli affreschi dalle pareti originali, spesso per sfruttarne il valore commerciale. Afferma: “La rete di tessuto si comporta come un dispositivo di registrazione, recuperando storie, texture e immagini dal mondo. Spesso imbevo di colore e innesto strappi diversi. Mentre le loro superfici vengono separate, i dipinti si segnano a vicenda. Vivono così come affini, raccontando sequenze di unione e disunione”. A Spoleto, Jordan ha avuto l’opportunità di lavorare e studiare con storici dell’arte e restauratori che condividono i suoi interessi di ricerca. Anche Margaret Ewing, curatrice associata di arte moderna e contemporanea presso la Yale University Art Gallery, ha preso parte alla sessione per lavorare con Jordan nell’ambito del programma di tutoraggio Open Call.

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Luis Alberto Rodriguez e Afra Zamara

Legàmi: Studi nell’archivio dei costumi del Festival dei Due Mondi di Spoleto

Ex Battistero della Manna d’Oro, Piazza Duomo, Spoleto
29 Giugno – 15 Settembre, 2024

Luis Alberto Rodriguez e Afra Zamara in conversazione con Andrea Penna, RAI News, Incontri con gli Artisti, Spoleto Festival dei Due Mondi 67.

 

L’archivio dei costumi del Festival dei Due Mondi di Spoleto documenta i costumi per il balletto e l’opera del più storico festival di arti performative italiano tra gli anni ’60 e 2000. Di recente, il Festival ha istituito l’archivio in modo laborioso e metodico per garantire la conservazione di questa storia culturale. I Mahler & LeWitt Studios hanno proposto di invitare un artista a confrontarsi con l’archivio. Il progetto risultante, “Luis Alberto Rodriguez e Afra Zamara: Legàmi – Studi nell’archivio dei costumi del Festival dei Due Mondi di Spoleto”, fa parte di un programma di residenza triennale presso i Mahler & LeWitt Studios, sostenuto dalla Fondazione Carla Fendi e dal Premio Carla Fendi 2021.

Prima di iniziare la sua pluripremiata carriera nella fotografia a metà degli anni 2010, Luis Alberto Rodriguez ha girato il mondo come ballerino contemporaneo formatosi alla Juilliard. Questa influenza è evidente nella sua capacità istintiva di rappresentare il corpo in movimento. Lavora spesso con i ballerini e usa anche il proprio corpo accanto a quelli che dirige. Oggi, Rodriguez si occupa di fotografia artistica, documentaria e di moda, fondendo questi generi per creare immagini enigmatiche e provocatorie che esplorano le relazioni tra performance, abbigliamento ed espressioni di identità. Ha invitato la scenografa italiana Afra Zamara a collaborare con lui a Spoleto. Zamara è nota per il riutilizzo di materiali usati o d’archivio nelle sue scenografie e ha collaborato regolarmente con Rodriguez. Insieme hanno selezionato costumi dall’archivio del Festival dei Due Mondi di Spoleto, combinandoli in modi inaspettati ed elaborati. Le immagini risultanti catturano il fascino e i dettagli dei costumi originali, trasformando al contempo i soggetti che adornano in entità ultraterrene. L’abbigliamento fa molto di più che tenerci al caldo: cambia il modo in cui guardiamo il mondo e il modo in cui il mondo guarda noi. Gli abiti sono una sorta di armatura. Ma l’infinita performance della moda, come ogni performance, è estenuante. La parola “legàmi” descrive uno stato di costrizione. In Legàmi i costumi del balletto e dell’opera diventano surrogati del corpo: legato e imbrigliato, ogni soggetto è allo stesso tempo appesantito e rafforzato dagli squisiti costumi, e la sua capacità di espressione è allineata al modo in cui veste.

Leggi un estratto dal saggio del catalogo >>

 


 

Pipa Boy – Scenes from the Post-Diaspora

Spoleto Festival dei Due Mondi 67
29 Giugno, 2024

Sala Pegasus, Piazza Bovio

Presentato da Mahler & LeWitt Studios e dall’American Academy in Rome,
in collaborazione con la Fondazione Carla Fendi

Baldwin Giang con una tradizionae pipa cinese. Foto: Claudia Gori

Baldwin Giang (nato a Filadelfia nel 1992) è un compositore, pianista, creatore interdisciplinare e docente di fama internazionale. Si è unito a noi come compositore in residenza durante la nostra sessione invernale per sviluppare il suo nuovo lavoro Pipa Boy – Scenes from the Post-Diaspora. Composto da più movimenti, ognuno accompagnato da un film, il lavoro esplora idee sull’identità post-globalizzazione, l’ibridazione e l’appartenenza in contesti urbani che hanno plasmato il background personale del compositore. Con il supporto della Fondazione Carla Fendi e in collaborazione con l’American Academy Rome, dove Giang ha vinto il Samuel Barber Rome Prize, abbiamo presentato la prima del nuovo lavoro di Giang, eseguito dall’Ensemble Garage, al Festival dei Due Mondi di Spoleto.

Siamo lieti di condividere estratti dell’esecuzione nel video linkato qui sotto.


 

Jonathan Monk: SL

Spoleto Festival dei Due Mondi 67
29 Giugno – 14 Luglio, 2024

Torre Bonomo, Via della Basilica 8, Spoleto

Mahler & LeWitt Studios con Valentina Bonomo e Torre Bonomo,
a cura di Vittoria Bonifati

Nella Torre Bonomo, con Valentina Bonomo, l’ex residente Jonathan Monk ha allestito una mostra intitolata “SL”, a cura di Vittoria Bonifati. L’esposizione si propone di svelare i legami diretti e indiretti tra l’opera di Monk e Sol LeWitt. La pratica di Monk richiama le strategie procedurali tipiche dell’arte concettuale e minimalista degli anni ’60 e ’70, con un approccio umoristico spesso legato alla sua storia personale. “SL” è accompagnata da un nuovo libro d’artista di Monk, un poster e un’edizione d’artista intitolata “Sol LeWitt Rules”: un righello in ceramica, senza segni di misurazione, modellato su un righello di LeWitt donato all’artista.

 

Maggiori informazioni sulla mostra ‘SL’
Sol LeWitt Rules, edizione d’artista, artist edition

 

La curatrice Vittoria Bonifati con il co-direttore dei Mahler & LeWitt Studios Guy Robertson
Evento speciale per ‘SL’ di Jonathan Monk con rari libri d’artista di Sol LeWitt. Biblioteca Carandente, Palazzo Collicola.

 

Kolxoz Collective: Quasi-Book – On Poetry, Bureaucracy and Alibism

Radio2Mondi, Piazza Mentana

Nell’ambito della nostra partecipazione al programma di talk Fuori Festival su Radio2Mondi, abbiamo lanciato “Quasi-Book: On Bureaucracy, Poetry and Alibism” con gli editori e artisti radicali Kolxoz Collective. Il collettivo si è aggiudicato il bando “Quasi-book: Artist Publisher” di Viaindustriae e Mahler & LeWitt Studios. Al centro della pratica di Kolxoz Collective c’è la convinzione nel potenziale della stampa di creare comunità e fungere da piattaforma per l’autoriflessione e il dialogo socio-politico. Oltre all’autopubblicazione, organizzano eventi e performance: creano case editrici e centri di distribuzione temporanei, ospitano workshop, studi aperti e spazi sociali come bar e club. La nuova pubblicazione di Kolxoz Collective documenta la loro residenza a Spoleto e funge da nuovo manifesto temporaneo per il collettivo.

 

Maggiori informazioni: Kolxoz Collective

 


 

Umru – tales from
a hydrosocial landscape

Cecilia Ceccherini & Alberto Valz Gris

MUTECO Museo del Tessuto e del Costume, Spoleto
29 Giugno – 30 Settembre, 2024

In collaborazione con Musei Civici di Spoleto, Spoleto Festival dei Due Mondi e con giulia deval, Henry Albert, Guglielmo Diana

Realizzato come un arazzo di grandi dimensioni e un’installazione sonora, Umru: tales from a hydrosocial landscape è un progetto collaborativo dell’artista Cecilia Ceccherini e del geografo Alberto Valz Gris che esplora come le comunità siano definite dal loro accesso all’acqua. Il progetto è stato sviluppato durante una serie di residenze di ricerca ospitate dai Mahler & LeWitt Studios a partire dal 2022. La mostra evidenzia le realtà della scarsità d’acqua, creando al contempo uno spazio poetico e riflessivo per riflettere sulle interazioni uomo-ambiente nel contesto del collasso climatico. Prendendo Spoleto e i suoi dintorni come punto di partenza, Ceccherini e Valz Gris attingono a diversi soggetti locali, tra cui la storia di San Felice e Mauro e del drago, intesa come mitologia dell’acqua, le fonti d’acqua contese utilizzate per l’imbottigliamento commerciale di acqua potabile e la sopravvivenza di un raro gambero di montagna nel parco nazionale dei Monti Sibillini. Questi racconti sono intrecciati nell’arazzo di Ceccherini utilizzando simboli semi-astratti e interconnessi, mentre la scrittura diaristica e sperimentale di Valz Gris, interpretata dall’autore Henry Albert e eseguita dall’artista sonora giulia deval, crea un paesaggio sonoro polivocale ed evocativo ispirato alle voci profetiche delle sibille che danno il nome alle stesse montagne.

L’artista Cecilia Ceccherini e il geografo Alberto Valz Gris.

 

Carly Breame

Ceramica Umbra

Abbiamo celebrato l’ultimo weekend del Festival di Spoleto con la ceramista, designer di materiali e ricercatrice Carly Breame. Sostenitrice dell’integrità ambientale e della produzione sostenibile di materiali, Breame sviluppa strumenti per misurare l’impatto ambientale e, combinando ricerca e artigianato, progetta materiali utilizzabili che rappresentano gli ambienti locali. Breame ha iniziato la sua residenza presso i Mahler & LeWitt Studios chiedendosi: “Come può la tavola da pranzo, in particolare le stoviglie, rappresentare la cultura materiale di Spoleto e della regione circostante? Come può il paesaggio riflettersi nell’esperienza del pasto?”. Collaborando con gli artigiani dello storico centro ceramico di Deruta, Breame ha realizzato una serie di utensili in argilla di provenienza locale che modernizzano i design tradizionali. Gli utensili, commissionati da ristoranti locali, sono dipinti con smalti ricavati da sottoprodotti della cucina regionale, tra cui bucce e raspi d’uva appassiti provenienti dalla vinificazione di Montefalco e gusci di lumache, una prelibatezza locale. Breame ha affermato: “L’aperitivo è un invito a riunirsi attorno al tavolo da pranzo, a mangiare e bere da utensili che rappresentano materialmente la Valle Umbra e a intavolare conversazioni sui materiali che utilizziamo quotidianamente”.

 

Grazie per la lettura!

Il programma a Spoleto è ora sospeso fino alla prossima sessione invernale 2025. Nel frattempo, prepareremo e annunceremo il nostro ANNIVERSARY APPEAL. L’appello celebrerà i 10 anni dei Mahler & LeWitt Studios, aprendo al contempo la strada al futuro dell’Associazione con un programma dinamico e vitale a sostegno di opere d’avanguardia in tutti i settori dell’arte. Non vediamo l’ora di condividere presto queste informazioni con voi.

I nostri migliori auguri,

Eva LeWitt and Guy Robertson
Direttori, Mahler & LeWitt Studios